
Visita il laboratorio di arte urbana Stalker.
"Non c’è nulla oggi di più sovversivo, di più alternativo al modo di pensare e di agire che il camminare. In un mondo sovrastato dalla tecnica, camminare è il gesto più comune e quindi più umano; in un’epoca in cui non più la velocità ma sempre più la fretta sembra diventata virtù, camminare è un atto di resistenza, uno scarto; adesso che vige l’appropriazione e l’apparenza, il camminare invita ad essere leggeri e a riscoprire la nostra interiorità; nel pensiero oggi dominante in cui la ragione è un mezzo che tutto calcola e misura per raggiungere determinati fini, il camminare abbatte questa scissione: insieme mezzo e fine, viaggio e meta. Come sapevano gli antichi Greci cammina solo chi è libero, e proprio per questo si espone ai rischi: i rischi della libertà”. Adriano Labbucci (Presidente del Consiglio Provinciale di Roma)
Il convegno sul Camminare, promosso dalla Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma e organizzato da Stalker-On è un evento pubblico di tre giorni: 18,19, 20 maggio. Tre sono gli appuntamenti per raccontare questa azione con il coinvolgimento di diversi personaggi che a loro modo hanno affrontato il tema del camminare. Giuseppe Cederna, Sabino Chialà, Erri De Luca, Duccio Demetrio, Antonio Gnoli, Francesco Careri, Celeste Nicoletti, Lorenzo Romito si confrontano presentando le loro filosofie e coinvolgendo il pubblico nell’esperienza diretta del cammino.
Camminare per attraversare i confini sociali della metropoli, per scoprire nuove forme di urbanità, per vedere e capire l'altro lato della città. Camminare come pratica estetica, fare arte. Camminare per incontrare nuove tribù metropolitane. Camminare per perdersi.Camminano, gli studenti della facoltà di architettura dell'università Roma Tre. Lo fanno da un po', almeno da quando alcuni dei loro docenti, membri del gruppo Stalker - Osservatorio Nomade ("Stalker", dal titolo di un film di Andrei Tarkovski), hanno dato vita ad un corso di Arte Civica dedicato al viaggiare "attraverso i territori attuali", ovvero i margini interni delle nostre città, gli spazi ritagliati negli interstizi delle metropoli, fratture urbane in cui vivono migliaia di persone: sotto un ponte, accanto ad un'autostrada, sulla riva di un corso d'acqua, nelle baracche, in tende da campeggio, nelle roulottes di un campo nomadi. Lo fanno anche per spiegare ai loro concittadini come, in tempi di sgomberi e di "patti per la sicurezza", si possa vivere insieme e capirsi l'un l'altro.
Testi tratti da: http://www.controluce.it e http://www.aprileonline.info
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